Bucarest

Prima di affrontare questo viaggio mi sono informata su diversi blog per capire se valeva la pena visitare questa città, ora vi posso assicurare che Bucarest è riuscita a stupirmi e ammetto che non lo avrei mai immaginato. Una città dove, ad ogni angolo, si respira la storia e la voglia di mettersi in gioco. Viali alberati (soprattutto di gelsi), parchi immensi,locali molto belli dove passare la serata, ristoranti chic e alberghi lussuosi (tutto questo super accessibile). Ho ancora l' acquolina in bocca per il patè d'anatra avvolto nelle foglie di vite e per delle polpettine costate 0,89 euro comprate in un chioschetto in pieno centro.A Bucarest la bevanda tipica è una grappa di prugne chiamata Tuica che personalmente non consiglio semplicemente perchè ha il gusto esclusivamente di alcool.

Bisogna però andare in questa città con la consapevolezza che quello che vedrete è pura APPARENZA!

Bucarest è come una donna che è stata picchiata e violentata e prova a nascondere le sue ferite con quintali di fondotinta.La situazione di gioia che si respira nelle vie del quartiere storico di Lipscani maschera la povertà in cui riversa la maggior parte della popolazione: 

gli stipendi medi sono a circa 300 euro mensili per il settore pubblico, ci sono bambini abbandonati che vivono sottoterra e sono costretti a sniffare colla per non sentire la fame e purtroppo come spesso accade molti stranieri vengono qui esclusivamente per il turismo sessuale.

Questa è Bucarest, può piacere e sconvolgere allo stesso tempo; io purtroppo ci sono stata solo per 48 ore ma avrei voluto essere d'aiuto per questa città che non ha nulla da invidiare a Parigi o Londra.

Il mio consiglio è quello di visitarla, per aiutarla a sbocciare del tutto, come le splendide rose dei suoi parchi.....io lo rifarò sicuramente!

 un pezzo del mio cuore è rimasto lì.

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