Le quattro casalinghe di Tokyo

non fate l'errore di leggerlo prima della vostra partenza per il Giappone

«Voglio tornare».
Queste parole le affiorarono alla mente non appena l’odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell’idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada.

 

 

E' arrivata l'estate e questo è sicuramente il periodo dell'anno in cui leggo maggiormente.

In realtà, il libro che vorrei consigliarvi oggi, l'ho letto a gennaio dopo il mio viaggio in Giappone.

Non ne avevo sentito parlare, nè tanto meno conoscevo l'autrice e ci sono praticamente inciampata dentro in un pomeriggio in libreria.

Essendo tornata da poco dal Giappone, il titolo mi ha immediatamente attrata.

La prima edizione giapponese risale al 1997, mentre quella italiana al 2003 , vengo a scoprire che l'autrice Natsuo Kirino ha scritto diversi romanzi che sono stati molto apprezzati nel mondo (e mi sono sentita davvero ignorante).

Nel suo paese di origine, nel 2002,  è stata utilizzata la storia per farne la versione cinematografica.

Le quattro casalinghe di Tokyo è un libro magnifico, che ci fa capire la situazione della maggior parte delle donne giapponesi e se avete avuto la fortuna di andare a visitare Tokyo, conferma molto idee che vi eravate fatti durante il soggiorno.

La storia è crudele, cattiva e sembrano mancare totalmente i sentimenti nelle quattro donne che, in modo diverso sono vittime della società.

L'autrice riesce a portare il lettore in una situazione di confusione dove, non si ha più una netta separazione tra "il bene " e il "male".

 

Trama:

La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell’ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji,  il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l’ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne.
È stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all’indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell’aria. Sì, buffo, veramente buffo,  poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figli, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere!
Le gambe abbandonate storte  sul pavimento di cemento dell’ingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, l’hanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzetti e gettando poi i resti in vari bidoni d’immondizia.
Straordinario thriller che ha per protagoniste quattro amiche (la dolce e graziosa Yayoi, l’ intelligente e coraggiosa Masako, Yoshie, la madre angariata da una figlia capricciosa e da una suocera invalida, Kuniko, la trentenne derubata dal marito e minacciata da un usuraio) che si conoscono in una puzzolente fabbrica di cibi precotti e che scoprono insieme il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine, Le quattro casalinghe di Tokyo, come accade spesso nei buoni romanzi polizieschi, illumina ciò che accade in un mondo in cui la tradizione si rompe come la pazienza di Yaoyoi: improvvisamente come un filo.

 


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